“Il padre degli eroi” su Fumo di China

Pur non essendo consueto recensire un volume alla sua ristampa, l’eccezione alla prassi è del tutto giustificata per questo bis di Bacilieri (anche perché 5 anni fa FdC non recensì la prima edizione e ora prendiamo due piccioni con una fava, per così dire).
Innanzitutto perché Emilio Salgari è ormai acquisito non più come scrittore semplicemente “per ragazzi” ma come unico vero scrittore d’avventura italiano. Gli studi sull’insieme della sua opera si moltiplicano e approfondiscono – fra cui segnaliamo l’instancabile lavoro di Claudio Gallo, la rivista dedicata ilcorsaronero attiva dal 2006 e la Biblioteca di Verona – per fortuna sua in quanto autore, meritevole di tale riscatto dopo una misconoscenza durata pesantemente per molti decenni. Oltretutto, a riscatto di una vita che per lui non fu nemmeno facile, come documenta appunto questo graphic novel. Poi c’è il fatto che questa non è una semplice ristampa, in quanto Bacilieri è intervenuto in più punti aggiungendo qua e là in tutto 18 tavole, interpolandole alle precedenti.
Così, in particolare, risultano più chiari i rapporti di Salgari con i suoi editori, Anton Donath a Genova e Roberto Bemporad a Firenze: un paio di nuove tavole parafrasano addirittura i contratti e le loro vessatorie condizioni mentre, in parallelo, è “disegnato” lo sfiancante lavoro cui lui si sottoponeva. Il volume è scandito in alternanze di flashback e tempo reale, quel fatidico 25 aprile 1911 quando Salgari, dopo avere accompagnato i figli a scuola, si avviò verso la collina dei dintorni di Torino. Lì, come si sa, si tolse la vita a quasi 49 anni secondo un’applicazione un po’ malaccorta del rito giapponese del seppuku, una rasoiata al ventre. È sul tempo di quella lenta salita che “il padre degli eroi” rievoca momenti e fatti della propria vita. Ed è su questo piano che rifulge maggiormente la maestrìa di Bacilieri. Fascinose per la loro bellezza grafica sono le vedute di Torino e delle sue periferie, come lui le raffigura. Né sono da meno (anzi!) gli scorci visuali o architettonici di altre città: è a lungo presente Verona, la città natale dello scrittore – bellissimo, in particolare, uno scorcio in picchiata delle Arche Scaligere – e i suoi dintorni; Venezia fra monumenti, calli, navi in laguna e campielli; la Genova laboriosa e disordinata di quei decenni; nonché la Firenze dove arrivavano i suoi manoscritti, rispediti poi a Napoli dove venivano illustrati dal grande Alberto della Valle (del quale Bacilieri illustra con gusto e ironia il curioso metodo di lavoro, usando come modelli i propri familiari vestiti in maniere esotiche stravaganti). Il volume si conclude con splendide inquadrature della Torino attraversata dal funerale. Basterebbero queste immagini “panoramiche” – che nel contesto sono solo un corollario – a rendere Sweet Salgari un capolavoro: ma come spiegato da queste nostre note c’è molto di più.
Gianni Brunoro

Recensione pubblicata su Fumo di China n.268


Autore: Paolo Bacilieri
Titolo: Sweet Salgari Nuova edizione
Collana: Progetto ‘900
Numero pagine: 176, bianco e nero
Prezzo: 17,50 euro
ISBN: 9788876182846