Partire dal passato per raccontare il presente: Neijib su Lo Spazio Bianco

Stupor mundi è la storia di Annibale, dotto scienziato d’oriente, che si reca assieme a sua figlia e al loro servitore presso la corte di Federico II di Svevia in Puglia, a Castel Del Monte, luogo in cui si concentrarono molte fra le menti più brillanti dell’epoca.
Come ogni grande classico, che merita di esser ricordato nelle antologie, Stupor mundi nasconde una grande attualità dietro la veste di un’ambientazione storica fedele e più o meno remota, un silenzioso thriller medievale che procede sulla scorta delle atmosfere de Il Nome della Rosa di Umberto Eco, con cui peraltro i punti in comune son più d’uno: dalle scene ambientate quasi esclusivamente qui nel castello e là nell’abbazia, alla presenza di ambigue figure monastiche fino alla centralità nella trama di un antico manoscritto.

Partire dal passato per raccontare il presente insomma, è così che l’opera di Nejib, nella sua essenziale ed ermetica semplicità, riesce a trattare in maniera sorprendente i temi dell’oggi. In particolare è centrale la riflessione sulla ricerca scientifica e sulla morale che dovrebbe (o meno) accompagnare lo scienziato, perennemente in bilico  fra il sacrificare la propria dignità e quella altrui, pur di raggiungere gli esiti della ricerca, e la necessità di conservare un’integrità che orienti le sue scelte, oltre all’intrinseca ambiguità di ogni scoperta, che è sempre in potenza il migliore dei beni ed assieme il peggiore dei mali.

 

Potete trovare la recensione completa a cura di Simone Cilli su Lo Spazio Bianco qui.

 


 

 

Autore: Néjib
Titolo: Stupor Mundi
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 288, colore, formato 17 x 24 cm
ISBN: 9788876183706