51news.it: La gavardese Chiara Abastanotti spiega la shoah ai bambini

“Dopo Auschwitz non si può più parlare di filosofia o di letteratura, non ci possono essere più parole” aveva scritto un filosofo. E in effetti l’orrore, la banalità del male sembrava avessero gelato ogni discorso sull’umanità, sulla compassione, sulla pietà.

Poi sono arrivati altri campi di concentramento, altri orrori, altri abissi di male. E ogni volta pare che l’uomo non conosca limiti all’inferno che si costruisce. Ma poi la vita continua, la gente vive la propria quotidianità e cerca di tirare avanti, cercando un “centro di gravità permanente”, una ragione, una luce di speranza alla fine del tunnel. E poi ci sono i bambini, ai quali raccontare sì fiabe di lupi cattivi, ma anche storie in cui capire che il mondo è fatto anche di bellezza, di bontà, di magia. Già Orwell aveva scritto ne “La fattoria degli animali” l’allegoria di una rivoluzione tradita e di un’utopia gettata nelle mani dei “porci”. E Benigni aveva raccontato, ne “La vita è bella”, l’orrore dell’Olocausto attraverso la fantasia di un padre che cerca di proteggere il proprio figlio. «Questa è una storia semplice eppure non è facile raccontarla, come in una favola c’è dolore, e come una favola è piena di meraviglia e di felicità». Il cinema ha rappresentato storie bellissime e strazianti sull’Olocausto, da “Il bambino con il pigiama a righe” a “Storia di una ladra di libri”, utilizzando anche l’ironia dell’apologo (“Train de vie” e “Jakob il bugiardo”).

Ora Paolo Valentini ha scritto una fiaba dal titolo che è anche una mission: “La Shoah spiegata ai bambini”, illustrata magistralmente da Chiara Abastanotti.

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Titolo: La Shoah spiegata ai bambini. La misteriosa scomparsa di Aghi e Spille dalla Bottega di Nuvoletta Gentile
Autori: Paolo Valentini e Chiara Abastanotti
Pagine: 64 col. cartonato
ISBN: 9788899016234