Blues for Lady Day: una canzone sincera che viene dal cuore

Uno degli aforismi più celebri legati al mondo della musica è: “Scrivere di musica è come ballare d’architettura”. Questa frase, attribuita a molti nel corso degli anni, è la summa di come sia effettivamente impegnativo parlare di qualcosa che basa il suo funzionamento sulle emozioni, prendendo l’ascoltatore più allo stomaco che alla testa. Quando Paolo Parisi ha realizzato Blues for Lady Day, probabilmente deve aver pensato a questo concetto, perché ha evidentemente scelto la strada più emotiva e profonda per raccontare una delle più grandi icone musicali del secolo scorso: Billie Holiday.

Quello di Paolo Parisi non è un ricordo fine a se stesso, anzi. Le sue pagine, intrise di bianco, nero, grigio, luci e ombre, esprimono quell’immensa gamma di sensazioni, odori, ricordi e gusti legati a un movimento culturale che ha aiutato un intero popolo a emanciparsi, nonostante un ambiente tutt’altro che favorevole.

Il ritratto dell’artista e dell’ambiente in cui ha cantato e vissuto lascia molto spazio alla sua voce, descritta dalle parole di chi l’ha ascoltata: colleghi, amici e altri addetti ai lavori, con la magia del Fumetto che riesce a far percepire i suoni e i respiri legati ad ogni singola parola. Nel proporre il volume al pubblico, la casa editrice valorizza il lavoro dell’autore con un brossurato composto da pagine ruvide di buona grammatura, che ricordano l’ascolto rugoso del blues notturno, immerso nel fumo e negli alcolici.

 

Potete leggere l’intera recensione a cura di Mirko Tommasino su BadComics qui.

 


 

Autore: Paolo Parisi
Titolo: Blues for Lady Day
Collana: Coconino Cult
Pagine: 112, bianco e nero, formato 17 x 24 cm
ISBN: 9788876183591