Guido Buzzelli

Guido Buzzelli (Roma, 1927-1992) è stato uno dei grandi maestri del fumetto italiano. Figlio d’arte (il padre era pittore), entrò nello studio di Rino Albertarelli e iniziò fin dagli anni ’50 a realizzare copertine e storie per popolari riviste a fumetti. In seguito lavorò in Spagna e poi in Inghilterra, per il quotidiano Daily Mirror. Dopo il matrimonio con Grazia de Stefani, che diverrà la sua principale collaboratrice, cominciò a scrivere e disegnare lunghi racconti che possono essere considerati i primi graphic novel italiani. Il primo fu La rivolta dei Racchi (1967), presentato al Salone di Lucca e poi pubblicato con grande successo in Francia sulla rivista Charlie. Negli anni seguenti realizzò con grande libertà diverse storie di satira e denuncia sociale pubblicate sulle più prestigiose riviste francesi e poi in Italia: tra queste I Labirinti (1970), Zil Zelub (1972), Annalisa e il diavolo (1973), L’intervista (1975), L’Agnone (1977), La guerra videologica (1978). Acclamato come “Il Michelangelo dei mostri” e “il Goya italiano” per la bellezza e visionarietà delle sue tavole, vinse i premi Yellow Kid e Crayon d’Or. In Italia collaborò con riviste come Linus, Alter, l’inserto Satyricon di Repubblica e con giornali come Paese Sera, Il Messaggero e L’Espresso. Per l’editore Bonelli disegnò il primo numero della prestigiosa collana “gigante” di Tex (1985). Negli ultimi anni insegnò all’Istituto europeo di design e collaborò con la televisione italiana (Tg2) e francese (Tv7).

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