CloseUp: Sputa tre volte [recensione]

C’era una volta, una volta sola. Una mattina bianca di nebbia e di sonno. Bianca come un foglio bianco. Noi partivamo presto, senza troppa voglia. Nessuno da salutare. Niente appuntamenti. Andavamo così, la testa vuota. Leggeri. C’era una mattina bianca, senza voglie e senza pensieri. C’era una volta. Una volta sola.

Guido, Moreno detto Grisù, il Tamigi, Katango. E poi Loretta, Maurizio detto Alpacino e la loro infinita famiglia di nomadi slavi. “Gli uni e gli altri, i gagi e i rom, si fidano del corpo e dei gesti più che delle parole. Continuano a girare in cerchio per non fermarsi a pensare, ripetono i loro riti per istinto di sopravvivenza”. Tutti loro sono i protagonisti di Sputa tre volte, l’ultimo graphic novel realizzato da Davide Reviati(Dimenticare Tiananmen, Morti di sonno) per la Coconino Press-Fandango. Un lavoro enorme in oltre cinquecento pagine quello dell’artista ravennate che riesce a creare un’opera molto complessa e di difficile lettura. Una sorta di amarcord ambientato nella provincia romagnola nel pieno degli anni ’80, quando la strada, la campagna, erano luogo di incontri reali e momenti da conservare nel proprio album di vita. Quando già allora l’Altro era il nemico e il capro espiatorio delle nostre paure e delle nostre insicurezze. Quando la spensieratezza era a metà strada tra l’innocenza e la stupidità.

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Titolo: Sputa tre volte
Autore: Davide Reviati
Collana: Coconino Cult
Formato: 17 x 24 cm.
Pagine: 560, in bianco e nero
Prezzo: 25 euro
ISBN: 9788876181399