Collana Coconino Gekiga: Impariamo a conoscerli! #05

Continuando a parlare della collana Coconino Gekiga, di prossima uscita a luglio, Vincenzo Filosa vi racconta storia e storie della musica giapponese Enka, colonna sonora ideale per “La mia vita in barca” di Tadao Tsuge.


Notte ventosa… una tempesta di neve… il fischio di un treno… il riflesso della luna su un corso d’acqua… un triste addio.

Tsuda san e i suoi amici adorano cantare: mentre sono al lavoro o in riva al fiume… Saburô Kitajima, Maekawa Kiyoshi e Yoshio Tabata… è una passione comune a tanti giapponesi di mezz’età che sintonizzano i loro apparecchi sulle frequenze di Radio Nippon per ascoltare vecchi e nuovi brani enka: il perfetto sottofondo musicale per La mia vita in barca.

La musica enka (演歌 canzone d’intrattenimento) nasce nel periodo Meiji come forma di attivismo sociale: quando nacquero i primi partiti politici giapponesi, i loro leader avevano il divieto di parlare in pubblico e così scrivevano canzoni di satira politica che poi venivano cantate nelle strade da gruppi e cantanti. Negli anni del dopoguerra l’enka si allontanò dalle sue affiliazioni politiche per assumere gradualmente le caratteristiche che determineranno il nuovo volto del genere: testi melodrammatici, atmosfere romantiche e nostalgiche unite ai temi tipici della tradizione.

Le canzoni enka generalmente utilizzano una scala pentatonica (yonanuki onkai) che rende le melodie per certi aspetti nolto simili a quelle del blues americano. Il canto è caratterizzato da un lento vibrato.

Gli strumenti occidentali creano le armonie di accompagnamento, mentre uno shamisen o un koto aggiungono un tocco più tradizionale.

gekiga

I testi raccontano la perdita dell’amore, la nostalgia dei tempi andati e del paese natale, l’ossessione per l’alcool e il gaman (perseveranza).
I vestiti sono un aspetto cruciale dell’estetica Enka: le donne indossano quasi sempre dei kimono, gli uomini alternano vestiti tipici della tradizione ai più moderni abiti occidentali.

L’enka è spesso considerato una sorta di country giapponese, a volte viene paragonato al blues ma in un certo senso è anche parente della musica neomelodica italiana.

Le vendite dei dischi Enka coprono appena il 5% del mercato giapponese ma l’industria continua a sostenere il genere grazie al suo stretto legame con il pubblico dei karaoke e ai consistenti guadagni ricavati dalle esibizioni dal vivo.

TSUGE TADAO
LA MIA VITA IN BARCA
324 pagine in bianco e nero
In uscita a luglio per COCONINO PRESS


Tutti gli articoli sulla Collana Coconino Gekiga