Collana Coconino Gekiga: Impariamo a conoscerli! #06

In seguito all’annuncio del lancio, a luglio, della collana Coconino Gekiga a cura di Vincenzo Filosa, pubblichiamo una serie di articoli permettendo ai lettori di conoscere meglio i libri che vi presenteremo da qui ai prossimi mesi. Continuiamo con piccole anticipazioni di La mia vita in barca, di Tadao Tsuge.


Ko, gyaruko, gyaru… poco importano le definizioni: nessuno può resistere a queste splendide fanciulle, neanche il devotissimo monaco Nakamura!

tsuge

Il termine kogyaru (contrazione di kokosei gyaru, liceali) si diffonde nella prima metà degli anni ’90. Compare per la prima volta sulle pagine della rivista “Spa!”, in un articolo che tenta di presentare, con esiti ancora approssimativi, la nuova moda in voga tra le adolescenti giapponesi.

L’obiettivo è quello di promuovere uno stile che rinneghi gli eccessi e gli artifici tanto cari alle bodikon gyaru (body conscious girl) e abbracci un look casual, più naturale e sano. Le kogyaru fanno il loro esordio televisivo il 10 agosto 1993 nella trasmissione “Za kogyaru naito” (la notte delle kogyaru), prodotto da Asahi television, che le ritrae come versioni precoci e più spregiudicate delle timide office ladies e delle joshi dansei (studentesse universitarie) che avevano dominato l’immaginario collettivo del decennio precedente.

Per il maschio giapponese dei primi anni ’90, lo stile kogyaru è definito da minigonna striminzita, mascara blu, belletto rosa, cercapersone portatile e una grande passione per la rivista “Fine”. Nel 1996 giornali e riviste svelano una scioccante realtà: La giovane, emergente kogyaru è al centro di una nuova forma di prostituzione amatoriale conosciuta come “appuntamento a pagamento”.

La sensuale kogyaru, con i suoi calzini abbassati e le gonna arrotolata, entra definitivamente a far parte dell’immaginario erotico del paese. Da quel momento, l’uniforme scolastica indossata dalle studentesse giapponesi diventa un simbolo di perversione destinata a durare negli anni e a invadere anche le culture più lontane.

TSUGE TADAO
LA MIA VITA IN BARCA
324 pagine in bianco e nero
In uscita a luglio per COCONINO PRESS


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