Coreonline.it: Effetto Gipi

A Casetta Rossa, in occasione della presentazione dell’ultimo lavoro del disegnatore pisano, una panoramica della storia collettiva del fumetto italiano

«Dove sono cresciuto io, se qualcuno ti chiamava poeta come minimo gli davi uno schiaffone». Venerdì scorso Gianni “Gipi” Pacinotti ha conquistato un’affollata Casetta Rossa alternando arguzia pisana, memorie personalissime e riflessioni d’artista nel corso della presentazione del suo ultimo libro, La terra dei figli (Coconino-Fandango, 288 pagine, 19.50 €).

Oscar Glioti – editor di fumetti e sceneggiatore, qui nei panni dell’intervistatore – ricorda l’epoca post ’77 e gli anni del movimento della Pantera, quando per la prima volta il fumetto acquisisce dignità artistica e politica facendosi rappresentazione per un’intera generazione. Sono gli anni di Cannibale e Frigidaire, di Andrea Pazienza e Massimo Mattioli (il Pantheon professionale di Gipi, che agli inizi ha lavorato al fianco di Paz) in cui proliferano «modi inediti di intendere la grafica, contaminando generi, tecniche e contenuti».

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Autore: Gipi
Titolo: La terra dei figli
Collana: Coconino Cult
Pagine: 288, in bianco e nero, formato 17 x 24 cm, cartonato
ISBN: 9788876183256