Fumettologica: La voce instabile di Tiziano Angri [Intervista]

L’unica voce del titolo del nuovo libro di Tiziano Angri è quella che è entrata nella testa di Yuri, un ragazzino di periferia che, da quel momento in poi, ha sviluppato un’ipersensibilità uditiva incurabile. Anni dopo, avvezzo a esperimenti truculenti con gli animaletti che trova nei campi vicino alle vecchie colonie, cercherà di ricreare quel suono oscuro, amplificandolo attraverso la sua chitarra, in un grottesco e ardimentoso rituale di passaggio. Questo darà il via a un viaggio a ritroso nella memoria… ma si sa, ricordare è dolorosissimo. È in un certo senso, abbandonare il corpo, uscirne, liberarsene forse: come nel caso di Irene, l’altra protagonista del libro, che abita un corpo non suo e racimola soldi per fare un’operazione “sotto”. Due personaggi borderline abitano le tavole mozzafiato di Angri, che costruisce un perfetto congegno narrativo dove lo squallore delle periferia è trattato con un occhio al surrealismo, e che riesce a trascinare il lettore in una conturbante psicorealtà di provincia.

Leggendo i tuoi lavori sembra che tu prediliga personaggi e ambientazioni ai margini della società. Puoi spiegarci questo gusto per la difformità?

Spesso i personaggi dei miei racconti sono ispirati a figure che hanno popolato i luoghi in cui ho vissuto. Un esempio ne L’unica voce è il vecchio nano, un pensionato che realmente adescava giovani adolescenti sul litorale della mia città. Le ambientazioni, analogamente, sono una via di mezzo tra la provincia pisana (dove sono cresciuto) e la campagna veronese (dove attualmente vivo). Principalmente è una questione di familiarità, ma non si tratta di una regola rigida che mi sono autoimposto per tutte le mie storie.

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Titolo: L’unica voce
Autore: Tiziano Angri
Collana: Coconino Cult
Pagine: 144 b/n
ISBN: 978-88-7618-259-4