Fumettologica: Recensione de Le Variazioni d’Orsay

Come ogni capitale europea, Parigi è attraversata da una fitta trama museale, che al contempo sollecita e atterrisce il turista, che con il fiato sul collo deve fare scelte e quindi per forza di cose rinunciare alle esposizioni meno conosciute, ma non per questo meno affascinanti. E’ il caso ad esempio del Musée Rodin, ospitato dal dismesso Hôtel Biron in Rue de Varenne – in prossimità del Musée de l’Armée – il cui fascino discreto può rappresentare una sosta corroborante, nell’affannosa corsa del collezionista d’esperienze culturali. I suggerimenti potrebbero moltiplicarsi a dismisura – sino a comprendere ipassages immortalati dalla penna di Benjamin che ne aveva intuito la (post)modernità – ma di certo la vocazione di queste pagine non è quella di fornire un vademecum, bensì di parlare di una delle istituzioni museali più importanti di Parigi: il Musée d’Orsay. O meglio, di un’opera che cerca di immortalare l’anima dell’Orsay a partire dalle invisibili legami che intrecciano le opere ivì esposte.

Nell’ambito di un progetto di lungo corso che vede l’editore Futuropolis interagire con i maggiori musei della capitale francese – ricordiamo almeno due titoli come La Traversata del Louvre di David Prudhomme e  I sotterranei del Revolù di Marc-Antoine Mathieu – il nostro Manuele Fior, ormai in pianta stabile a Parigi da anni, dedica un’opera preziosa e attenta proprio al Musée D’Orsay: Le Variazioni d’Orsay. I lettori italiani non dovranno aspettare tempi biblici per poterne gustare una traduzione, perché Coconino Press – da tempo editore che cura le opere di Fior – sta per pubblicarne la traduzione italiana.

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Titolo: Le variazioni d’Orsay
Autore: Manuele Fior
Collana: Maschera Nera
Numero pagine: 72, a colori
Prezzo: 16 euro
ISBN: 978-88-7618-287-7