Fumo negli occhi: Quaderni giapponesi – Un viaggio nell’universo dei segni

Inizia tutto all’alba degli anni ottanta, con suggestioni e fascinazioni più o meno inconsce. Un decennio dopo Igor Tuveri (in arte Igort) parte per il primo di ventitrè viaggi verso il Giappone mosso da una viscerale passione nei confronti di una cultura che pare averlo ammaliato. Come calamitato, qualche anno dopo (1994), si trasferisce per sei mesi a Tokyo, in tasca un contratto con l’editore più importante del sol levante. Inizia così una collaborazione che durerà anni e che rappresenta idealmente un ponte fra la scuola europea e quella nipponica dalle enormi implicazioni per la storia del linguaggio a fumetti. Igort è l’architrave della scena fumettistica italiana e uno dei pilastri portanti della scena internazionale.

Autore ed editore di prima categoria, ha attraversato epoche determinando con il suo lavoro virate stilistico-poetiche che hanno coinvolto decine di autori di più generazioni. Quaderni giapponesi è una convergenza fra storia del fumetto, autobiografia e reportage. L’elaborazione di una sorta di diario di viaggio arricchito con digressioni (apparentemente) improvvise. L’antropologia viaggia in parallelo con lo scandaglio interiore. Un viaggio “a est di me stesso” scrive l’autore che sembra risalire verso le fonti di quelle suggestioni che all’inizio della carriera riversò nei primi fumetti.

Le pagine non seguono un ordine cronologico o logico-deduttivo, non c’è un filo narrativo ma un’atmosfera poetica che si delinea in un susseguirsi di omaggi, analisi, ricordi e riflessioni. Quaderni Giapponesi è un melangè ricco, elegante e delicato. Inutile fare l’elenco dei personaggi, dei temi e degli argomenti tirati in ballo. Utile dire che Igort restituisce lo stupore suscitato dalla scoperta che si sovrappone alla cognizione di causa, ci racconta il paradosso come chiave d’accesso spirituale e misterica, la semplicità come le parentesi mistiche che racchiudono un contenuto complesso e misterioso.

Inno alla bellezza. Il mistero che si rinnova. Lo scrigno dei desideri. Un viaggio nell’impero dei segni. Una esaltazione del silenzio che qualifica il suono.

3 Domande all’Autore

Puca Jeronimo Rojas Beccaglia – Quaderni giapponesi, fra le altre cose, mi pare una parziale ma importante ricognizione su ciò che è stata la tua carriera vista attraverso la passione e l’interesse nei riguardi della cultura giapponese che negli anni hai coltivato. In questo senso e con tutte le differenze del caso, sembra seguire la falsariga inaugurata con le pubblicazioni relative all’anniversario Valvoline. Come dire che dopo anni tu stia (ri)mettendo a fuoco il tuo percorso e fornendo al tuo pubblico delle chiavi di lettura. Trovi fondata questa mia impressione?

Igort – Quaderni giapponesi è un documentario disegnato, utilizza il linguaggio del fumetto, lo espande, se vogliamo in una forma che contempla il saggio, il watakushino manga (racconto di me stesso, autobiografia, nella tradizione manga) reportage e libro di viaggio. Valvoline years è un saggio sul fumetto, non usa il linguaggio a fumetti, che mi pare differenza essenziale. Poi, certo, la rilettura, un modesto ruminare su cosa si è fatto è parte del mio meta lavoro. Libro sui libri. Ma anche storyteller o Pagine nomadi erano punti di passaggio. Rotte seguite, che anticipavano.

PJRB – Quanto è importante questo libro per te? Che differenza c’è (se c’è) fra il raccontarsi e il raccontare?

Igort – Non so dire quanto sia importante, Nel senso che non ho una visione lucida, distante, logica. Quando penetri corde così profonde, interessi e amori così antichi, ti misuri con una pratica del raccontare quasi sciamanica.
Un rito che si ripete: ogni mattina a prendere appunti e disegnare, mettersi, con tutto l’amore di cui disponi a evocare ricordi, a ripercorrere luoghi e atmosfere con la matita, nei tuoi quaderni.
E’ stato un regalo, un risarcimento per bilanciare i precedenti due libri che sono stati dolorosi e difficili da fare. Credo di essermi piacevolmente perso nelle pieghe della memoria, attraversando e ripercorrendo sentieri molto intimi, privatissimi che mi avevano portato a oriente.
Cosa cercavo? Cosa facevo per trovare quel che cercavo? Il libro ha posto domande, e disegno dopo disegno, storia dopo storia si è composto sotto i miei occhi.

PJRB – La tua storia e la storia del fumetto spesso si sovrappongono e questo la dice lunga sul ruolo “istituzionale” che da anni ricopri nell’ambiente. La senti la pressione che implica questo ruolo? Il Giappone è (anche) la tua camera iperbarica?

Igort – Mah, ti ringrazio. Non so, io credo molto in una scena, voglio dire, mi piace molto frequentare i miei amici, scambiare idee e parlare dei progetti e questo ha dato naturalmente vita a una sorta di cenacolo intellettuale, se così si può dire.
Trovo meschino chi non ammette che chiunque faccia si nutre del talento e dell’energia del lavoro di altri colleghi. A me leggere fa stare bene, mi commuovo se leggo una storia forte. La Coconino Press, la piccola casa editrice che ho fondato e dirigo è nata così, naturalmente, come logica conseguenza del frequentare libri e materiali che amo. Pubblico i libri che vorrei leggere. Ora siamo in tanti, ma quando Coconino è nata, 16 anni fa, la graphic novel non la pubblicava praticamente nessuno in Italia.

PJRB – Come faccio a procurarmi “Amore”, la serie che facesti per il tuo editore giapponese, che hai in parte pubblicato su Quaderni giapponesi e di cui sono già perdutamente innamorato?

Igort – Prima o poi mi decidero’ a pubblicarlo anche in Italia, ma devo finirlo sono centinaia di pagine.

Recensione e intervista tratte dalla pagina Facebook Fumo negli occhi


Quaderni-Giapponesi-COVERweb

Titolo: Quaderni giapponesi
Autore: Igort
Collana: Dokumenta
Numero pagine: 184, a colori, formato 17 x 24
Prezzo: 19 euro
ISBN: 9788876182693


Giapponesi_sovraCOCO

Titolo: Quaderni Giapponesi Deluxe
Autore: Igort
Pagine:
184 – colori
Formato: 21,5×29 cm
Rilegatura: Cartonato con sovracoperta
Prezzo: € 40,00