Fuoriposto.com: Le Variazioni d’Orsay di Manuele Fior – Recensione

Frammenti di storie, tra il reale e l’onirico, per raccontare la vita del museo d’Orsay e delle sue opere su tela
di Alessandra Farro

Le storie dei luoghi precedono, spesso, di gran lunga quelle delle vite che li dimoreranno nel tempo. È il caso del musée d’Orsay, che non avrebbe mai pensato di diventare un museo, quando è nato stazione ferroviaria variazioni-dorsay-fiorper l’Exposition Universelle del 1900. Il tempo in cui si apre la storia di Manuele Fior, Le Variazioni d’Orsay, edito dalla Coconino Press/Fandango nella sua edizione italiana, è proprio questo. L’opera, nell’originale francese per la Futuropolis in collaborazione col Museo stesso, va a comporre una trilogia che restituisce un’immagine personale, ma comunque attenta alla storia, dell’Orsay. La prima graphic novel della trilogia è della francese Catherine Meurisse (Moderne Olympia), l’ultima a completamento del ciclo, probabilmente, sarà dell’americano Craig Thompson (autore di Blankets).

Manuele Fior, classe ’75, autore de La Signorina Else, Cinquemila Chilometri al Secondo (vincitore del Gran Guinigi di Lucca e del Flauve d’Or di Angoulême) e L’Intervista (premio Napoli Comicon), dipinge e descrive la storia, nella splendida cornice di Parigi, di uno dei suoi musei più belli. Il racconto si apre e si chiude attraverso l’ingresso della metropolitana disegnato da Hector Guimard. Una delle “édicules” ancora tanto caratteristiche della città (le uniche due rimaste in piedi, almeno) diventa il portale per un piccolo e affascinante viaggio nel tempo e nello spazio.

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Titolo: Le variazioni d’Orsay
Autore: Manuele Fior
Collana: Maschera Nera
Numero pagine: 72, a colori
Prezzo: 16 euro
ISBN: 978-88-7618-287-7