Il Libraio – Gipi si racconta: “Non voglio indicare cosa è bene e cosa è male”

“Fondamentalmente scappo via da ogni possibile intenzione di ‘dare un messaggio’ o di indicare cosa è bene e cosa è male. Per me, nella storia era importante solo il desiderio dei ragazzi, la loro naturalezza, e l’amore del padre”. Gipi racconta a ilLibraio.it “La terra dei figli”, il suo ultimo romanzo a fumetti. E a proposito di nuove forme di scrittura che vorrebbe sperimentare confessa: “Mi piacerebbe fare qualcosa in radio”

Quando ho finito di divorare La terra dei figli di Gipi (Coconino Press-Fandando), l’ho riletto due volte, di seguito. Avevo l’impressione di non aver colto tutto e questa sensazione mi è rimasta per qualche giorno. Avevo commesso l’errore di volere arrivare a un senso ultimo della storia.

La terra dei figli accompagna il lettore attraverso il bianco e nero, lo stile controllato fino all’ultimo punto dell’ultima linea e la riduzione dei dialoghi, senza tenerlo mai per mano; infine lo molla, con questa sintesi incandescente tra le mani. Viene l’istinto di liberarsene, ma poi, come tutte le storie che meritano di essere ricordate, non succede.

Due anni dopo unastoria, dove al fondo Gipi raccontava dell’impossibilità di avere figli, ne La terra dei figli, uscito l’autunno scorso, incontriamo un padre e il suo amore per i due figli, un romanzo nato secondo le parole dell’autore da “immagini improvvise […], come delle nostalgie improvvise e, a volte, indesiderate.”

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Autore: Gipi
Titolo: La terra dei figli
Collana: Coconino Cult
Pagine: 288, in bianco e nero, formato 17 x 24 cm, cartonato
ISBN: 9788876183256