Mediacritica: Crocevia

Pensate ad un giorno qualunque, vi fermate in un bar qualunque ad un orario più o meno affollato, fa lo stesso. Oltre il commento dell’ultimo evento sportivo e un chiacchiericcio confuso, sfuggente e rassegnato di politica locale o della cronaca più cruda, si alza un muro spesso e invisibile che cela, quasi per buona maniera, tutto ciò che dà tristezza, profondità, inquietudine.

Ma dalla porta entra un tizio passato di lì poche volte che dopo aver ordinato inizia a parlare a voce alta dei problemi che ha con la moglie, della voglia di far sparire sua madre, ormai anziana e non autosufficiente, della noia che riempie le sue giornate che sembrano passare senza direzione e della sua profondissima insoddisfazione per cui a quarant’anni si sente vuoto, non apprezzato da nessuno e forse senza neanche nulla per cui essere davvero apprezzato. I clienti si voltano dall’altra parte ma aguzzano l’udito, sembra non gli interessi e invece molti memorizzano le sue parole. Yoshihiro Tatsumi è un nome che ha fatto esplodere le coscienze come quel raro cliente, entrando in una casa in festa e mostrandone sfacciato tutte le ombre, tutti gli angoli più nascosti e maleodoranti.

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Autore: Yoshihiro Tatsumi
Titolo: Crocevia
Collana: Coconino Gekiga
Numero pagine: 160, in bianco e nero, formato 17 x 24 cm
ISBN: 9788876183171