Nocturno Cinema: Primavere e Autunni [Recensione]

Una delle peculiarità di maggior valore del graphic journalism è di riuscire, tramite un linguaggio meno ostico di quello di altri media, a creare un punto di facile accesso a fatti e problematiche altrimenti non sempre immediati per chi non è informato nello specifico. Spesso la lettura di un fumetto realizzato con gli scopi e, parzialmente, con i metodi dell’indagine giornalistica ci offre informazioni e spunti di riflessione niente affatto scontati. Questo è il caso di Primavere e Autunni, realizzato da Matteo Demonte e Ciaj Rocchi, che racconta una storia poco conosciuta eppure parte integrante del tessuto sociale del nostro paese: quella delle prime comunità cinesi. Il fumetto prende le mosse dal vissuto di Wu Li Shan, giovane giunto a Milano dalla profonda Cina rurale negli anni ’30 che, iniziando come venditore di cravatte fino a diventare un imprenditore di primo piano nel settore tessile della capitale economica italiana, ha vissuto diverse età del nostro paese, dalla guerra agli anni della contestazione, integrandosi in una maniera che tanti potrebbero considerare impensabile.

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Titolo: Primavere e autunni
Autori: Ciaj Rocchi e Matteo Demonte
Formato: 17×24, 164 pp. a colori
ISBN: 9788899016128