Porte segrete: “Internazionale” recensisce “L’attrazione”

Porte segrete

Uno studente parigino di architetture si reca alla terme di Vals, sulle montagne svizzere, costruite dall’architetto Peter Zumthor. Affascinato, quasi calamitato da esse, decide di andare alla fonte di questa attrazione per capire perché non riesce ad andare avanti negli studi.
Cercando di risolvere questo piccolo giallo tra il fisico e il metafisico, il concreto e l’astratto, troverà delle porte da aprire, dentro di sé prima ancora che fuori. Il concetto su cui opera Lucas Harari è quello di multiporta. Si può pensare alle incisioni di Echer, ma qui le porte infinite sono anche le tante vignette dai formati più disparati che contengono in modo simultaneo le inquadrature a loro volto più disparate, come tante stanze di un’unica architettura. La contemplazione plastica globale delle sequenze, al contrario del cinema, porta molti autori a lavorare tra le altre cose sulla costruzione di veri e propri climax.
L’attrazione ne é un esempio perfetto. L’architettura è qui segreta, addirittura occulta. Se le angolazioni prospettiche si oppongono alle forme ovoidali, il trattamento grafico unisce le opposizioni. La linea chiara del tintin di Hergé s’incontra e scontra con i neri frastagliati quanto le montagne, con i chiaroscuri che la linea chiara bandisce. per scorgere verità occultate, osteggiate, che racchiudono qualcosa di ineffabile, forse terribile.
Francesco Boille
(“Internazionale” del 14 settembre 2018)


Autore: Lucas Harari
Titolo: L’attrazione
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 152, a colori formato 21,5 x 29 cm; brossurato.
ISBN: 9788876183799