“Raccontare la rivoluzione per immagini”: Recensione del libro Gian Maria Volontè

Dedicato a chi crede che il cinema sia svago dozzinale, un passatempo da coltivare come quella collezione di francobolli iniziata e messa a prender polvere; dedicato a chi crede che un attore sia un divo da tappeto rosso, un marcantonio con la crine divisa a metà da una riga ben fatta e il ciuffofinto-ribelle che cade a sfiorare l’occhio contornato da un accenno dieyeliner. Dedicato a chi confonde il riso con lo sguaiato, a chi crede che siano sufficienti un accendino, una scoreggia e quattro dialoghi goffi per fare un copione.

Gian Maria Volonté dedicato a quelli che Gian Maria Volonté non lo avrebbero mai digerito e a quelli che Gian Maria Volonté non avrebbe digerito. Semplicemente, Gian Maria Volontè. Punto. E basta. Gianluigi Pucciarelli, Paolo Castaldi e Giuseppe Morici non hanno bisogno d’altro per intitolare il lorographic novel edito per i tipacci di Beccogiallo. Come a dire che non servono aggettivi, sottotitoli, rimandi, arzigogolii o abbellimenti.

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Titolo: Gian Maria Volontè
Testi
: Gianluigi Pucciarelli
Disegni: Paolo Castaldi
Colori: Giuseppe Morici
Caratteristiche: 128 pagine, brossura, colori
ISBN: 889755590X