Società italiana delle letterate: Il desiderio di narrazione

Il sito Società Italiana delle Letterate dedica un lungo articolo a Sola con te in un futuro aprile

2 aprile 1985, ore 7 del mattino: Salvatore e Giuseppe non ne vogliono sapere di bere il latte senza nesquik, Margherita ha educazione artistica alle prima ora, e non intende fare tardi. Chiama l’amica Maria Elena. Le darà lei un passaggio fino a scuola; i gemelli li accompagnerà sua madre, Barbara, che stamattina ha lo sguardo malinconico, un’ombra lieve che riconosce solo Margherita.

A tre chilometri di distanza un uomo che vive solo coi suoi cani, Jar e Koral, aspetta di salire sull’ auto di scorta, una fiat 132, che come ogni mattina lo porterà al palazzo di giustizia di Trapani, ma stamattina si siederà sul lato sinistro, quello con lo sportello difettoso perché non funziona la sicura. Il destro è troppo radente al muro, e non si apre.

Ore 8.30: la volkswagen di Barbara, con notevole ritardo, si immette sulla provinciale con a bordo i due gemelli di sei anni che quest’anno fanno la primina: direzione Trapani. Superato l’hotel Tirreno, in prossimità di contrada Pizzolungo, rallenta per una curva. La 132, che nel frattempo è sopraggiunta, inizia il sorpasso, anche se un’altra macchina, una golf, in sosta a ridosso di un muro di contenimento, disturba la manovra. Adesso le tre auto sono perfettamente allineate: “In quel momento esatto qualcuno schiaccia il bottone del telecomando. La macchina parcheggiata, carica di tritolo, esplode.

Il giudice Carlo Palermo, l’uomo che viaggiava nella 132, si salva scaraventato fuori dallo sportello con la sicura difettosa: la wolksvagen gli ha fatto da scudo. Sono le otto e 45. Sull’asfalto rimane un sussidiario riverso – Un libro per crescere s’intitola; poi ciuffi di capelli, una custodia per gli occhiali, una scarpina, lembi strappati di un tessuto verde, a fiori, un dito annerito che sembra di una donna, con la fede.

Quel dito con la fede e il lembo del vestito a fiori, Margherita li vedrà diciotto anni dopo, nel 2003, sfogliando gli atti dell’istruttoria del nuovo processo per la strage di Pizzolungo che si svolge a Caltanissetta – il primo, nel ’87, si era concluso con le condanne all’ergastolo dei colpevoli, affiliati alla cosca di Castellammare del golfo, che verranno inaspettatamente tutti assolti nel processo d’appello. All’interno del fascicolo sono custoditi “i reperti fotografici”: “ben poco rimaneva di quella donna i cui resti erano stati rinvenuti a circa cento metri dall’esplosione” legge sul referto del medico legale.

Margherita in questo processo si è costituita parte civile con il supporto dell’associazione Libera, di cui adesso è responsabile per la provincia di Trapani. Negli atti è scritto che obiettivo della strage era fermare un giudice che stava per scoprire ad Alcamo, vicino Trapani, una raffineria di eroina “la più attrezzata e produttiva d’Europa”; e che l’attentato s’inserisce all’interno della strategia dell’ala corleonese di Cosa nostra, il cui movente è la sfida alle istituzioni dello stato. “Trattare con lo stato la propria immunità”: era questa, dunque, la posta in gioco, riflette Margherita riponendo le tre pagine della sentenza dentro la cartellina azzurra, il suo “diario segreto” dove conserva ritagli di giornale: indizi che le servono per connettere e capire.

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sola con te fascetta

Titolo: Sola con te in un futuro aprile
Autrici: Margherita Asta, Michela Gargiulo
Rilegatura: Brossura con alette
Pagine: 288
ISBN: 978-8860444615