Il sogno americano di un poeta senza talento

Si chiama Fante Bukowski, ma con i suoi omonimi ha in comune solo l’alcol. Seconda puntata del graphic novel satirico sul mondo letterario Usa.

 

Il percorso degli scrittori esordienti non è sempre un passaggio in paradiso, come avvenuto di recente a Kristen Roupenian, l’autrice del racconto Cat Person. No, a volte (spesso), il cammino di un esordiente assomiglia di più ad una via crucis, anche perchè, come noto, le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni – e pure di “buone storie” da convertire in libro solo in via ipotetica.

Noah Van Sciver, molto apprezzato da quel monumento del fumetto underground che è Robert Crumb e stella del disegno indie Usa, ha sfornato un nuovo graphic novel, il malinconico sequel-parodia del mancato assalto al cielo della letteratura di un giovane aspirante. E’ il “secondo tragico(mico)” Fante Bukowski.

C’è la satira dell’ambiente della scena letteraria, a cui si applica invariabilmente il format dell’ American dream. E anche quella sociale (più generale) della retorica del primato del talento, che fa svalvolare un bel po’ di gente, disseminando di cadaveri di ambizioni il nostro tempo.

Del sogno americano il ventiquattrenne Fante è infatti il dark side, con una lunga sequela di difetti: meschino, perennemente autoindulgente e autoassolutorio, ottusamente narciso, totalmente autoreferenziale, e senza un’oncia di interesse per null’altro che sia la sua (impossibile e irrealizzabile) scalata all’olimpo delle lettere.
Umano, troppo umano – anzi “troppissimo”.

 

Potete leggere la recensione completa a cura di Massimiliano Panarari su Il Venerdì di Repubblica qui sotto.

 

 


 

 

Autore: Noah Van Sciver
Titolo: Fante Bukowski: un irresistibile anno dopo
Collana: Coconino Cult
Numero pagine: 176, a colori, formato 17 x 24 cm
ISBN: 9788876183676