Yoshihiro Tatsumi: dalla letteratura Buraiha al fumetto gekiga

Può essere strano, per noi occidentali, il contare degli anni dei giapponesi, con la suddivisione in ere a seconda dell’imperatore e la conseguente numerazione. Il periodo Shōwa (1926 – 1989), che corrisponde al regno dell’Imperatore Hirohito, è paradossalmente traducibile come “periodo di pace illuminata”. Ben poche ere si sono così contraddistinte per brutalità colonialista e sradicamento culturale. Shigeru Mizuki ha raccontato questo periodo così complesso e disomogeneo nella sua integrità in Shōwa-shi (Storia del periodo Shōwa, pubblicato in seguito dalla Drawn and Quarterly in quattro grandi volumi).

L’assoluta solitudine dei personaggi di Tatsumi ricorda quelli dei racconti di Ango Sakaguchi e analogo ne è il pessimismo: non vi è salvezza o consolazione possibile. «Se le cose stanno così, ciò che chiamo solitudine dell’esistenza, ovvero il nostro paese d’origine, è dunque una realtà tanto crudele e disperata? Penso sia proprio così, crudele e senza speranza. Questa oscura solitudine non permette una via di scampo […] non credo possa esistere una letteratura qualora non vi sia coscienza, consapevolezza di questo paese d’origine», dichiara Sakaguchi nel saggio Bungaku no Furusato (Il paese d’origine della letteratura). Il paese d’origine della letteratura di Sakaguchi è lo stesso del gekiga. La rabbia iconoclasta dei burai si è convertita nell’inchiostro dei gekigaka.

 

Potete leggere tutto l’approfondimento a cura di Juan Scassa su Fumettologica qui.

 


 

Autore: Yoshihiro Tatsumi
TitoloCittà Arida
Collana: Gekiga
Numero pagine: 160, bianco e nero, formato 17 x 24 cm
ISBN: 9788876183966